Acquisti e cessioni: formazione Inter 2011-2012

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La stagione che sta per concludersi potrebbe essere molto più incisiva, in casa Inter, di quanto non lo sia stata quella della passata stagione con la conquista del triplete e con l’addio di Josè Mourinho.

Una stagione che pareva essere iniziata nel migliore dei modi, con la vittoria della Supercoppa Italiana ai danni della Roma e battesimo di Benitez sulla panchina campione d’Europa avvenuta nel modo migliore. Nonostante tutte le critiche ricevute per un mercato estivo non a grandi livelli, con la cessione di Balotelli al Manchester City, mai effettivamente sostituito, mentre gli odiati cugini milanisti si divertivano con gli arrivi prima di Ibrahimovic e poi di Robinho. Le prime crepe si sono viste a Montecarlo contro l’Atletico Madrid, nella gara valida per l’assegnazione della Supercoppa Europea, con una squadra stanca, incapace di reggere il ritmo degli iberici, giovani e con energie inesauribili (vedi Aguero e Reyes).Il campionato ha confermato questa stanchezza, aggravata dai numerosi infortuni che hanno costretto il tecnico spagnolo a puntare sempre sugli stessi giocatori. Trascinati da Eto’o, vero mattatore nella prima parte della stagione, la squadra nerazzurra ha centrato l’obiettivo principale della stagione, il Mondiale per Club, che ha tuttavia segnato contemporaneamente la fine dell’esperienza di Benitez con l’Inter, conclusasi con la conquista di due titoli.

L’anno nuovo è iniziato nel modo migliore, con l’arrivo sulla panchina nerazzurra di Leonardo, una vita in rossonero prima da giocatore, poi da dirigente ed infine da allenatore. Leo ha dato subito entusiasmo e vigore alla squadra campione del mondo e, grazie al recupero degli infortunati, ha inanellato un’ottima serie di risultati positivi, culminati, nell’ultima settimana del mese di Marzo, con il secondo posto in campionato a 2 punti dal Milan e i quarti di finale di Champions contro lo Schalke 04. I sogni di un nuovo triplete, di una nuova stagione vincente su tutti i fronti, sono però morti nella prima settimana di Aprile, dapprima sabato 2 aprile con la sconfitta per 3-0 contro il Milan e, qualche giorno dopo a San Siro in Champions, con l’eclatante sconfitta contro lo Schalke per 2-5.

A poche settimane dal termine della stagione, con lo scudetto ormai assegnato al Milan ed una Coppa Italia ancora da vincere, i pensieri iniziano a proiettarsi alla stagione prossima e tutto quello che è accaduto quest’anno deve imporre un’analisi profonda in casa nerazzurra. Occorre sedersi ad un tavola e capire cosa non ha funzionato e si dica che la colpa è stata solo degli infortuni, una motivazione, per quanto valida,  che non può giustificare un’intera stagione. Non si possono ripetere gli stessi errori dell’anno scorso, a partire già dalla sessione di mercato estiva: la partenza di Balotelli, criticata oltremodo dalla stampa italiana per la partenza del miglior talento italiano, doveva essere rimpiazzata per offrire a Benitez un sostituto all’altezza e doveva essere trovato ad Agosto; si era parlato a lungo di Kuyt, poi anche di Robinho ma alla fine non è arrivato nessuno. Moratti ripeteva sempre che il miglior colpo era stato aver preso Coutinho, che a 18 anni e con un fisico gracile non poteva certo sostituire SuperMario, ma se proprio non si volevano spendere soldi si poteva confermare Obinna, che in pre-campionato aveva dimostrato tutte le sue qualità. E la mancanza di una punta di spessore, complice anche l’assenza di Milito, si è fatta sentire e non poco. A Gennaio, dopo un’estenuante rincorsa a Sanchez, Moratti ha messo mani al portafogli e ha acquistato Pazzini dalla Sampdoria cedendo anche Biabiany, ma in realtà l’acquisto del Pazzo nazionale è stato effettuato più per sostituire Milito, perennemente infortunato, che per sopperire alla partenza di Balotelli.

Ma tutto questo ormai fa parte del passato, ma occorre partire da questi errori per evitare di commetterne altri. Programmazione, studio, progetti per il futuro: Mourinho, lasciando Milano, ha più volte ripetuto di aver lasciato ad Appiano Gentile una mentalità vincente, che non può essersi persa in un solo anno.
È evidente che la squadra necessiti di una ringiovanimento  e gli acquisti di Ranocchia e di Pazzini, con la mossa azzeccata di Nagatomo, sono un segnale chiaro.L’Inter ha bisogno di rilanciarsi e i tifosi chiedono che si torni presto a vincere: numerosi sono i nomi che circolano già in questo periodo, ma proviamo a vedere quale possono essere i movimenti, in entrata ed in uscita, per la prossima stagione:

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