L’Inter veste bianconero

Inter e Juve si sono invertite i ruoli

Dopo Calciopoli i nerazzurri vestono bianconero

fonte: sportmediaset.it (articolo originale)

Once upon a time in Italy. C’era una volta in Italia. O meglio, c’erano una volta in Italia due realtà calcistiche ben distinte. La potente, pluripremiata e prima della classe Juventus e il brutto anatroccolo Inter. La prima dominava, radendo al suolo l’intero stivale. La seconda era sempre un’opera incompiuta, stentava a fare il salto necessario a trasformarsi in cigno. Duellavano in campo, in impari confronti. Raramente l’una (nerazzurra) si avvicinava a scalfire l’altra (bianconera).

Poi tutto è cambiato, mutato e irrimediabilmente trasformato. Alla fine della stagione 2005/2006 Vinovo, Torino e l’Italia intera vengono sommerse dallo scandalo Calciopoli. Nulla sarebbe stato più lo stesso. Le parabole delle due squadre si sono incrociate in quella fatidica estate. Mentre quella interista risaliva la china, quella juventina sprofondava inesorabilmente. Scudetto per l’una, Serie B per l’altra. Stravolgimenti a livello societario (per ovvie ragioni) e di squadra (per altrettante ovvie ragioni) nella Juve. La formazione granitica di Capello si è sgretolata e lo stesso condottiero ha abbandonato la nave. Dalla risalita nella massima serie, però, i torinesi non sono stati comunque più gli stessi. I nerazzurri guariti ormai dal “morbo dello sconfitto” hanno intaccato le difese immunitarie degli storici nemici. Un ribaltone improvviso fra le due società. La Juventus si tinge di Inter e l’Inter recita da Juventus.

MORATTI “MANGIALLENATORI” SI E’ SAZIATO

Prima dell’estate della “rivoluzione” il presidente Moratti poteva vantare la cifra di ben 11 allenatori avvicendati in 10 anni sulla, caldissima, panchina milanese, da quando nel 1995 si è seduto sulla poltrona di velluto nerazzurro. Da Ottavio Bianchi a Mancini, la disperata ricerca di vittorie ha mietuto vittime come Hodgson, Simoni, Lucescu e Cuper. In Piemonte, invece, nello stesso decennio sono stati solo tre i tecnici a cui sono state affidate le redini della squadra: il longevo Lippi, Ancelotti e Capello. Solo tre, come la storia e il blasone della società imponeva. Dal 2006 il ribaltone. L’Inter ha iniziato a vincere, la squadra ha cambiato mentalità, il clima nell’ambiente si è disteso (o meglio raffreddato) e sulla panchina in 5 anni dopo Mancini sono passati solo 3 allenatori. Uno è quello attuale, un’altro (sempre di lingua portoghese) se ne è andato di sua spontanea volontà dopo aver conquistato tutto (cuori dei tifosi compresi) e solo Benitez è stato mandato via da Moratti. Il tutto mentre veniva smantellato lo stile Juve. Primo esonero in corsa (in B Deschamps aveva rescisso a due giornate dalla fine), a 40 anni da quello di Carniglia: nel 2009 veniva sostituito Ranieri. L’anno successivo Ferrara. Arrivando al sesto allenatore postcalciopoli, Delneri, successore di Zaccheroni.

MERCATO PIU’ NERO CHE BIANCO

Alla regina del mercato è stata tagliata la testa. Cifre alla mano si nota subito come da quando è tornata in Serie A la Juventus abbia condotto una sbagliata politica di compravendita. Viceversa gli uomini di Moratti hanno ben operato. Ovviamente gli errori sono stati fatti da ambo le parti. Ma, tirando le somme, pesano di più quelli commessi dalla dirigenza che ha amministrato la Vecchia Signora fra la triade e Marotta. Dal 2007 i soldi spesi per l’acquisto di giocatori bianconeri sono stati 187,3 milioni (senza contare gli attuali riscatti), contro i 195,2 nerazzurri. L’Inter ha dunque speso poco di più. Ma il dato che delinea la netta differenza fra le due è quello alla voce cessioni. Mentre i lombardi hanno venduto per un totale di 159,4, quindi con una minusvalenza di 35,8 milioni, i piemontesi hanno incassato solo 57,5 milioni di euro dai giocatori “allontanati” da Torino, con una minusvalenza di 129,8 milioni. Una cifra assurda.

Insomma, la Juve è l’Inter a.C. (avanti Calciopoli), spese poco oculate, e assenza di vittorie. L’Inter ha preso con la forza il ruolo di nuova Juventus, vincendo in ogni campo ed entrando nella storia col triplete. La speranza dei tifosi bianconeri è che con questa nuova dirigenza si riformatti tutto nuovamente. Che ci sia una nuova partenza sulla base di operazioni di mercato ben gestite, gestione della rosa e del monte ingaggi in funzione della disponibilità delle casse e soprattutto l’entrata nella nuova era: quella dello stadio di proprietà. Mentre i supporters nerazzurri si limitano a voler congelare il tempo, prolungando il periodo magico che stanno vivendo. Più facile il desiderio milanese. Ora una delle grandi inversioni di tendenza fra le due squadre è l’appeal. Il blasone che nei passati anni ha permesso alla Vecchia Signora di ricevere tanti sì da parte di giocatori in cerca del grande club, ora permette la stessa cosa all’Inter. Per intenderci, a parità di offerta un calciatore ora come ora preferisce il trasferimento sotto la Madonnina. La sfida fra Juventus e Inter è molto più della semplice partita di calcio che si svolgerà all’Olimpico.

JUVENTUS 2006 VS INTER 2010

JUVENTUS: Buffon; Zebina, Thuram, Cannavaro, Zambrotta; Camoranesi, Viera, Emerson, Nedved; Ibrahimovic, Trezeguet.

INTER: Julio Cesar; Maicon, Lucio, Samuel, Zanetti; Cambiasso, Stankovic; Sneijder; Pandev, Milito, Eto’o.

Due squadre fortissime. Solida e di marmo quella bianconera, offensiva ma con un impenetrabile difesa quella nerazzurra. Quale delle due formazioni vincerebbe la partita “impossibile”?

di Mattia Gullo

C’è chi, amante della memoria storica e delle grandi imprese della Juve di quegli anni (si ricordi la seminifinale Juve – Real terminata 3 a 1 in favore degli juventini), direbbe che la squadra poi smantellata da Calciopoli, sarebbe capace di sconfiggere i nerazzurri mourinhani: e forse rispecchia il pensiero di molti tifosi del nostro calcio. Ma sorge spontanena una domanda: questa Juventus, che, tra l’altro, perse in finale la Champions a Manchester, oltre a battere l’armata nerazzurra, sarebbe capace di centrare il triplete, come l’Inter di Mourinho? La storia ci dà la risposta, essendo l’Inter l’unica squadra italiana ad aver stabilito questo record. Cara ed amata storia del nostro calcio…

di Paolo Tardio

Questa voce è stata pubblicata in Inter. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...