Top 50 gol Fc Internazionale

Ecco a voi i migliori 50 gol dell’Inter:

 

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Acquisti e cessioni: formazione Inter 2011-2012

Articolo su Fc Inter News:

http://www.fcinternews.it/?action=read&idnotizia=46003

La stagione che sta per concludersi potrebbe essere molto più incisiva, in casa Inter, di quanto non lo sia stata quella della passata stagione con la conquista del triplete e con l’addio di Josè Mourinho.

Una stagione che pareva essere iniziata nel migliore dei modi, con la vittoria della Supercoppa Italiana ai danni della Roma e battesimo di Benitez sulla panchina campione d’Europa avvenuta nel modo migliore. Nonostante tutte le critiche ricevute per un mercato estivo non a grandi livelli, con la cessione di Balotelli al Manchester City, mai effettivamente sostituito, mentre gli odiati cugini milanisti si divertivano con gli arrivi prima di Ibrahimovic e poi di Robinho. Le prime crepe si sono viste a Montecarlo contro l’Atletico Madrid, nella gara valida per l’assegnazione della Supercoppa Europea, con una squadra stanca, incapace di reggere il ritmo degli iberici, giovani e con energie inesauribili (vedi Aguero e Reyes).Il campionato ha confermato questa stanchezza, aggravata dai numerosi infortuni che hanno costretto il tecnico spagnolo a puntare sempre sugli stessi giocatori. Trascinati da Eto’o, vero mattatore nella prima parte della stagione, la squadra nerazzurra ha centrato l’obiettivo principale della stagione, il Mondiale per Club, che ha tuttavia segnato contemporaneamente la fine dell’esperienza di Benitez con l’Inter, conclusasi con la conquista di due titoli.

L’anno nuovo è iniziato nel modo migliore, con l’arrivo sulla panchina nerazzurra di Leonardo, una vita in rossonero prima da giocatore, poi da dirigente ed infine da allenatore. Leo ha dato subito entusiasmo e vigore alla squadra campione del mondo e, grazie al recupero degli infortunati, ha inanellato un’ottima serie di risultati positivi, culminati, nell’ultima settimana del mese di Marzo, con il secondo posto in campionato a 2 punti dal Milan e i quarti di finale di Champions contro lo Schalke 04. I sogni di un nuovo triplete, di una nuova stagione vincente su tutti i fronti, sono però morti nella prima settimana di Aprile, dapprima sabato 2 aprile con la sconfitta per 3-0 contro il Milan e, qualche giorno dopo a San Siro in Champions, con l’eclatante sconfitta contro lo Schalke per 2-5.

A poche settimane dal termine della stagione, con lo scudetto ormai assegnato al Milan ed una Coppa Italia ancora da vincere, i pensieri iniziano a proiettarsi alla stagione prossima e tutto quello che è accaduto quest’anno deve imporre un’analisi profonda in casa nerazzurra. Occorre sedersi ad un tavola e capire cosa non ha funzionato e si dica che la colpa è stata solo degli infortuni, una motivazione, per quanto valida,  che non può giustificare un’intera stagione. Non si possono ripetere gli stessi errori dell’anno scorso, a partire già dalla sessione di mercato estiva: la partenza di Balotelli, criticata oltremodo dalla stampa italiana per la partenza del miglior talento italiano, doveva essere rimpiazzata per offrire a Benitez un sostituto all’altezza e doveva essere trovato ad Agosto; si era parlato a lungo di Kuyt, poi anche di Robinho ma alla fine non è arrivato nessuno. Moratti ripeteva sempre che il miglior colpo era stato aver preso Coutinho, che a 18 anni e con un fisico gracile non poteva certo sostituire SuperMario, ma se proprio non si volevano spendere soldi si poteva confermare Obinna, che in pre-campionato aveva dimostrato tutte le sue qualità. E la mancanza di una punta di spessore, complice anche l’assenza di Milito, si è fatta sentire e non poco. A Gennaio, dopo un’estenuante rincorsa a Sanchez, Moratti ha messo mani al portafogli e ha acquistato Pazzini dalla Sampdoria cedendo anche Biabiany, ma in realtà l’acquisto del Pazzo nazionale è stato effettuato più per sostituire Milito, perennemente infortunato, che per sopperire alla partenza di Balotelli.

Ma tutto questo ormai fa parte del passato, ma occorre partire da questi errori per evitare di commetterne altri. Programmazione, studio, progetti per il futuro: Mourinho, lasciando Milano, ha più volte ripetuto di aver lasciato ad Appiano Gentile una mentalità vincente, che non può essersi persa in un solo anno.
È evidente che la squadra necessiti di una ringiovanimento  e gli acquisti di Ranocchia e di Pazzini, con la mossa azzeccata di Nagatomo, sono un segnale chiaro.L’Inter ha bisogno di rilanciarsi e i tifosi chiedono che si torni presto a vincere: numerosi sono i nomi che circolano già in questo periodo, ma proviamo a vedere quale possono essere i movimenti, in entrata ed in uscita, per la prossima stagione:

Pubblicato in Inter | Lascia un commento

Addio Fenomeno

Ronaldo Inter pallone d'oroOggi 15 febbraio 2011 dice addio al calcio RONALDO,
uno dei più grandi giocatori della storia del calcio,
sicuramente il più forte giocatore dell’ultimo ventennio.
Il più forte, con l’esclusione di Pelè e Maradona nel loro Olimpo.

Classe, potenza, tecnica, dribbling, velocità:
l’unico giocatore capace di vincere una partita da solo.
Addio Fenomeno.Psv, Barcellona, Inter, Real e Milan in Europa.
Cruzeiro e Corinthians in Sudamerica.
Sebbene sia stata etichettato come un “traditore”,
il tuo ricordo nell’Inter è sicuramente indelebile
e queste immagini lo testimoniano.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

L’Inter veste bianconero

Inter e Juve si sono invertite i ruoli

Dopo Calciopoli i nerazzurri vestono bianconero

fonte: sportmediaset.it (articolo originale)

Once upon a time in Italy. C’era una volta in Italia. O meglio, c’erano una volta in Italia due realtà calcistiche ben distinte. La potente, pluripremiata e prima della classe Juventus e il brutto anatroccolo Inter. La prima dominava, radendo al suolo l’intero stivale. La seconda era sempre un’opera incompiuta, stentava a fare il salto necessario a trasformarsi in cigno. Duellavano in campo, in impari confronti. Raramente l’una (nerazzurra) si avvicinava a scalfire l’altra (bianconera).

Poi tutto è cambiato, mutato e irrimediabilmente trasformato. Alla fine della stagione 2005/2006 Vinovo, Torino e l’Italia intera vengono sommerse dallo scandalo Calciopoli. Nulla sarebbe stato più lo stesso. Le parabole delle due squadre si sono incrociate in quella fatidica estate. Mentre quella interista risaliva la china, quella juventina sprofondava inesorabilmente. Scudetto per l’una, Serie B per l’altra. Stravolgimenti a livello societario (per ovvie ragioni) e di squadra (per altrettante ovvie ragioni) nella Juve. La formazione granitica di Capello si è sgretolata e lo stesso condottiero ha abbandonato la nave. Dalla risalita nella massima serie, però, i torinesi non sono stati comunque più gli stessi. I nerazzurri guariti ormai dal “morbo dello sconfitto” hanno intaccato le difese immunitarie degli storici nemici. Un ribaltone improvviso fra le due società. La Juventus si tinge di Inter e l’Inter recita da Juventus.

MORATTI “MANGIALLENATORI” SI E’ SAZIATO

Prima dell’estate della “rivoluzione” il presidente Moratti poteva vantare la cifra di ben 11 allenatori avvicendati in 10 anni sulla, caldissima, panchina milanese, da quando nel 1995 si è seduto sulla poltrona di velluto nerazzurro. Da Ottavio Bianchi a Mancini, la disperata ricerca di vittorie ha mietuto vittime come Hodgson, Simoni, Lucescu e Cuper. In Piemonte, invece, nello stesso decennio sono stati solo tre i tecnici a cui sono state affidate le redini della squadra: il longevo Lippi, Ancelotti e Capello. Solo tre, come la storia e il blasone della società imponeva. Dal 2006 il ribaltone. L’Inter ha iniziato a vincere, la squadra ha cambiato mentalità, il clima nell’ambiente si è disteso (o meglio raffreddato) e sulla panchina in 5 anni dopo Mancini sono passati solo 3 allenatori. Uno è quello attuale, un’altro (sempre di lingua portoghese) se ne è andato di sua spontanea volontà dopo aver conquistato tutto (cuori dei tifosi compresi) e solo Benitez è stato mandato via da Moratti. Il tutto mentre veniva smantellato lo stile Juve. Primo esonero in corsa (in B Deschamps aveva rescisso a due giornate dalla fine), a 40 anni da quello di Carniglia: nel 2009 veniva sostituito Ranieri. L’anno successivo Ferrara. Arrivando al sesto allenatore postcalciopoli, Delneri, successore di Zaccheroni.

MERCATO PIU’ NERO CHE BIANCO

Alla regina del mercato è stata tagliata la testa. Cifre alla mano si nota subito come da quando è tornata in Serie A la Juventus abbia condotto una sbagliata politica di compravendita. Viceversa gli uomini di Moratti hanno ben operato. Ovviamente gli errori sono stati fatti da ambo le parti. Ma, tirando le somme, pesano di più quelli commessi dalla dirigenza che ha amministrato la Vecchia Signora fra la triade e Marotta. Dal 2007 i soldi spesi per l’acquisto di giocatori bianconeri sono stati 187,3 milioni (senza contare gli attuali riscatti), contro i 195,2 nerazzurri. L’Inter ha dunque speso poco di più. Ma il dato che delinea la netta differenza fra le due è quello alla voce cessioni. Mentre i lombardi hanno venduto per un totale di 159,4, quindi con una minusvalenza di 35,8 milioni, i piemontesi hanno incassato solo 57,5 milioni di euro dai giocatori “allontanati” da Torino, con una minusvalenza di 129,8 milioni. Una cifra assurda.

Insomma, la Juve è l’Inter a.C. (avanti Calciopoli), spese poco oculate, e assenza di vittorie. L’Inter ha preso con la forza il ruolo di nuova Juventus, vincendo in ogni campo ed entrando nella storia col triplete. La speranza dei tifosi bianconeri è che con questa nuova dirigenza si riformatti tutto nuovamente. Che ci sia una nuova partenza sulla base di operazioni di mercato ben gestite, gestione della rosa e del monte ingaggi in funzione della disponibilità delle casse e soprattutto l’entrata nella nuova era: quella dello stadio di proprietà. Mentre i supporters nerazzurri si limitano a voler congelare il tempo, prolungando il periodo magico che stanno vivendo. Più facile il desiderio milanese. Ora una delle grandi inversioni di tendenza fra le due squadre è l’appeal. Il blasone che nei passati anni ha permesso alla Vecchia Signora di ricevere tanti sì da parte di giocatori in cerca del grande club, ora permette la stessa cosa all’Inter. Per intenderci, a parità di offerta un calciatore ora come ora preferisce il trasferimento sotto la Madonnina. La sfida fra Juventus e Inter è molto più della semplice partita di calcio che si svolgerà all’Olimpico.

JUVENTUS 2006 VS INTER 2010

JUVENTUS: Buffon; Zebina, Thuram, Cannavaro, Zambrotta; Camoranesi, Viera, Emerson, Nedved; Ibrahimovic, Trezeguet.

INTER: Julio Cesar; Maicon, Lucio, Samuel, Zanetti; Cambiasso, Stankovic; Sneijder; Pandev, Milito, Eto’o.

Due squadre fortissime. Solida e di marmo quella bianconera, offensiva ma con un impenetrabile difesa quella nerazzurra. Quale delle due formazioni vincerebbe la partita “impossibile”?

di Mattia Gullo

C’è chi, amante della memoria storica e delle grandi imprese della Juve di quegli anni (si ricordi la seminifinale Juve – Real terminata 3 a 1 in favore degli juventini), direbbe che la squadra poi smantellata da Calciopoli, sarebbe capace di sconfiggere i nerazzurri mourinhani: e forse rispecchia il pensiero di molti tifosi del nostro calcio. Ma sorge spontanena una domanda: questa Juventus, che, tra l’altro, perse in finale la Champions a Manchester, oltre a battere l’armata nerazzurra, sarebbe capace di centrare il triplete, come l’Inter di Mourinho? La storia ci dà la risposta, essendo l’Inter l’unica squadra italiana ad aver stabilito questo record. Cara ed amata storia del nostro calcio…

di Paolo Tardio

Pubblicato in Inter | Lascia un commento

Inter campione

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Formazione Inter 2011-2012

Pubblicato in Inter | 16 commenti

Sanchez: sogno proibito a tinte neroazzure

Al termine della conferenza stampa di presentazione del nuovo acquisto Giampaolo Pazzini,  Marco Branca, direttore tecnico dell’Inter, ha rilasciato alcune dichiarazioni con prospettiva giugno 2011.

I nomi che circolano prepotentemente in casa Inter per l’estate sono due: Alexis Sanchez, seguito con insistenza nel mercato di gennaio, e Gareth Bale, freccia sinistra del Tottenham Hotspur. Branca è stato chiaro: a certe cifre, oggettivamente molto elevate, questi affari sono praticamente impossibili. Avviare trattative di questo tipo prevede un sacrificio economico non indifferente che può essere sopperito con la partenza di un big. Si parla molto di Maicon, promesso sposo del Real Madrid, molto vicino a lui nell’estate appena trascorsa e forse anche in questo mercato di gennaio, se fosse rimasto sulla panchina neroazzurra Benitez. Ma con Leonardo, il Colosso brasiliano sembra rinato ed è ritornato ad essere quel campione incontrastabile, rappresentando l’uomo in più dell’Inter, per grinta, spinta e assist.
Ma l’Inter potrebbe essere in grado di sopperire all’addio di Maicon? Se in società ci fosse Don Rodrigo, direbbe con certezza: “Questo matrimonio non s’ha da fare.”

Ma di cosa ha più bisogno l’Inter, che con l’acquisto di Ranocchia, Kharja e Pazzini si è prepotentemente rimessa in corsa? Se davvero le cifre intorno a Bale e Sanchez dovessero essere confermate (50 milioni per il gallese e 30 per il cileno), sembra difficile che Moratti possa aprire il portafogli ed intavolare una trattativa per uno dei due calciatori.

L’ideale per l’Inter, come già anticipato da Moratti,Branca e lo stesso Leo, sarebbe acquisire Alexis Sanchez, talento cileno dell’Udinese di soli 22 anni. È lui davvero l’uomo giusto per Moratti, capace di saltare l’uomo, creare la superiorità numerica attraverso il suo dribbling repentino. Dotato di ottima tecnica personale, Sanchez è in possesso di un’ottima corsa, sia sul breve sia sul lungo; definito Nino Maravilla, ragazzo meraviglia per le sue doti straordinarie, il cileno ha sviluppato, nelle sue stagioni ad Udine, anche un ottimo tiro, capaci di inserimento, gioco di squadra e anche una discreta finalizzazione. Le sue giocate, al servizio di campioni del calibro di Eto’o, Milito e del nuovo bomber Pazzini, sono davvero quello che ci vuole per l’Inter. E per Sanchez sarebbe l’occasione ideale per consacrarsi definitivamente nel calcio che conta. Le numerose richieste ricevute da parte di Manchester United, Chelsea, Barcellona ed anche Juventus testimoniano davvero le grandi qualità di questo giocatore. E il suo acquisto testimonierebbe la tendenza dell’Inter, attraverso il lavoro dei dirigenti nerazzurri, nell’arruolamento dei giovani migliori talenti del calcio internazionale, dopo Coutinho (’92), Ranocchia (‘88), Knasmullner (‘92), Spendlhofer (’93), Tallo (‘92) i probabili innesti di Joao Reis (’92) e Luc Castaignos (‘92). Senza dimenticare i prodotti del vivaio Santon (’91), Natalino (‘92), Benedetti (’92), Faraoni (‘91) ed Alibec (‘91), solo per citarne qualcuno.
Con tutti questi giovani, magari con un Montolivo in più a centrocampo, e con Pazzini, Eto’o, Milito, Pandev, e Sanchez i tifosi dell’Inter possono iniziare a sognare di nuovo.

Articolo su Fc Inter News:

http://www.fcinternews.it/?action=read&idnotizia=37904

 

Paolo Tardio

Pubblicato in Inter | Lascia un commento